alla bettola indiana (3): non è difficile rimorchiarmi

enrico: "senti ma perchè devo per forza avere una storia con una tizia trentenne? matura e tutto? perchè così vecchia?"
alice: "perchè solo lei saprà come accalappiarti".
enrico: "perchè non più giovane?"
alice: "perchè tu ormai sarai un uomo impegnato e tutto. una sbarbina non ce la farà a rimorchiarti, bisognerà sapere come fare".
enrico: "sei sicura? che noia. io voglio una più giovane!"
alice: "no, non sarà così"
enrico: "sì, invece. la voglio più giovane".
alice: "okkeiii… pfff"
enrico: "guarda che non sarà difficile rimorchiarmi. soprattutto se lei sarà più giovane. te lo dico io".
alice: "va bene. senti: allora facciamo così. sarà un ventenne top model meticcia metà indiana e metà norvegese. così ti va bene?"
enrico: "sì".

alla bettola indiana (2): ti prenderai una sbandata per una zoccolona

alice: "tra dieci anni ti prenderai una sbandata clamorosa per una zoccoletta. anzi. per una zoccolona matura trentenne che avrà qualche storia senza senso con un uomo che non sarà mai riuscita a sposare. tu sarai l’intellettuale in carriera"
enrico: "già questo mi sembra improbabile"
alice: "… che scrive, fa il giornalista, gira il mondo…"
enrico: "a-ah. sì maturo, sposato, con figli, rappresento la solidità, quello che lei non ha mai avuto"
alice: "… che parla più lingue – tutto merito mio che ti ho portato in norvegia – giovane ma maturo… mi lascerai e proverai a sottrarti alle mie grinfie"
enrico: "sì… le tue grinfie… mi vedo già con questa… una frustrata che non capirà il valore della nostra famiglia e della nostra storia. sarà una stronza. sono già stufo di questa storia con sta tizia"
alice: (ride) "il fatto è che, essendo tu un robot, so già come progredirà la tua vita e la nostra storia. non ho voglia di sorbirmi tutte le cazzate che potresti fare e allora te le racconto prima così ti stufi".
enrico: "che noia. che stronza che sei".

alla bettola indiana (1): comportarsi come i babbuini

ieri sera alla bettola indiana con alice. alice è la mia mogliettina.
enrico: "senti alice, ma mi spieghi come si fanno a rimorchiare le donne?"
alice: "no, non posso".
"sì, dai, perchè no?"
"perchè dopo ci provi veramente con qualcuna".
"no, dai, è giusto per sapere".
"no, ti ho detto di no".
"il mio problema è che non sopporto di dover mettere in piedi qualche discorsetto per poter combinare. non lo sopporto per nessuna ragazza, anche fosse naomi. che senso ha?"
"beh, è normale. come vorresti che sia? senza approccio?"
"secondo natura. la natura non prevede tutti sti discorsetti".
"insomma. tutto basato sul sesso?"
"perchè no? il maschio annusa un po’ la patata della femmina, e via. ci si sceglie in un attimo. bando alle cazzate senza senso".
"ah. come i babbuini che decidono il maschio dominante in base a quello che ha il culo più rosso".
"beh, per esempio io ho un culo enorme. vincerei sicuramente. me lo potrei anche dipingere di rosso. ed a proposito: questa roba dell’accoppiamento fa il paio con tutti quei discorsi senza senso che si fanno, per esempio a tavola, tra persone che non si conoscono. che bisogno c’è di affermarsi socialmente tramite tutti questi convenevoli, questi tentativi di essere brillanti e sottili con le parole, di trovare i punti che si hanno in comune per fare un discorso interessante… boh".
"beh, è l’evoluzione della specie".
"se dobbiamo parlare di evoluzione allora misuriamoci con un bel test sul quoziente d’intelligenza, oppure presentando il proprio curriculum vitae. al massimo sarei d’accordo per un concorso di cabaret, ma niente di così finto come tutte quelle cene di lavoro senza senso. pensa che bello. ci si presenta e non si parla ma si guardano i curriculum. quindi si decide se bisogna lavorare assieme o fare qualcos’altro".
"mi sembrano due bei estremi".